Tre situazioni in cui le fonti dicono di no e quattro che nessuno ha studiato. Che cosa dice davvero la ricerca su sauna e bagno nel ghiaccio.
Tra il 1990 e il 2002, in Finlandia sono morte in sauna meno di due persone ogni 100 000 abitanti all’anno, e la metà di loro aveva bevuto. Questo unico dato racchiude già tutto l’argomento. La sauna e l’avanto non sono pericolosi – a esserlo sono poche cose intorno a essi, e proprio queste poche cose sono note con buona precisione.
Su tre situazioni le fonti rispondono con un no netto: alcol, febbre ed entrare da soli. Su altre quattro, chieste altrettanto spesso, non esiste alcuna ricerca. Ecco ciascuna di esse, con quello che la fonte dice davvero.
Alcol. Una rassegna scientifica sottoposta a revisione paritaria lo
dice senza mezzi termini: bere durante la sauna aumenta il rischio di ipotensione,
aritmie e morte improvvisa, e andrebbe evitato. L’ente finlandese del nuoto
invernale dice lo stesso dell’acqua.
Malattia, soprattutto con febbre. Da evitare entrambe. Il rischio
indicato non è il disagio, ma che lo sforzo possa aumentare la probabilità di
un’ulteriore malattia, come la miocardite virale.
Entrare da soli nell’avanto. La lista di sicurezza finlandese
comincia proprio da qui, e il motivo è un riflesso che non si può controllare con la
I farmaci per la pressione sono una questione di cautela, non un
divieto, e il calo arriva dopo la sauna, non durante.
Mestruazioni, un pasto pesante, il sonno arretrato, un allenamento intenso
appena prima. Nessuna delle fonti consultate ne parla. Il che non equivale a
Il consumo di alcol durante la sauna aumenta il rischio di ipotensione, aritmie e morte
improvvisa, e andrebbe evitato: lo dice, in modo insolitamente diretto, una rassegna
scientifica sottoposta a revisione paritaria sui benefici e i rischi della sauna.
L’ente finlandese del nuoto invernale è altrettanto netto sull’acqua: non
faccia il bagno se è malato o sotto l’effetto dell’alcol, e mai da solo.
Dieci uomini sani sono stati misurati sia da sobri sia dopo un consumo intenso di alcol.
La sauna da sola ha lasciato la pressione sistolica al livello di partenza; la sauna
combinata con il bere intenso l’ha fatta scendere da 136 a 113 mmHg. I complessi
ventricolari prematuri non sono aumentati in nessuna delle due condizioni, ed erano
l’unico tipo di aritmia conteggiato in questo esperimento. La frase degli stessi
autori riguarda la pressione, non il collasso: il rischio di ipotensione aumenta quando
la sauna è combinata con l’alcol. In quello studio nessuno è svenuto, perché lo
svenimento non era ciò che veniva misurato.
Morire in sauna è raro. Nel materiale forense finlandese relativo al periodo
1990–2002 i casi sono stati meno di due ogni 100 000 abitanti all’anno, e
nella metà di essi la persona era sotto l’effetto dell’alcol. Il consiglio di
prevenzione degli stessi autori ha due parti, e la seconda è quella che si dimentica:
bere meno, e non lasciare mai da solo in sauna chi ha bevuto.
Gli annegamenti hanno un proprio dataset finlandese: 1 697 annegamenti accidentali di
persone dai 15 anni in su tra il 2000 e il 2009, tutti esaminati in un laboratorio di
tossicologia forense. La positività all’alcol, definita lì come una concentrazione
ematica di almeno 0,5 per mille, riguardava il 61,8 % degli annegamenti non legati alla
nautica e il 65,0 % di quelli legati alla nautica. Legga quel numero per quello che è. È
un dataset sulla causa di morte, quindi dice quante persone annegate avevano alcol nel
E la sbornia? La domanda utile non è come ci si sente, ma se nel sangue c’è ancora